Sicurezza del macchinario – Dispositivi di interblocco associati ai ripari – Principi di progettazione e di scelta
SDParma opera attraverso un’assistenza tecnico-normativa e una procedura di certificazione delle macchine di aziende clienti nel rispetto di tutte le normative nazionali e internazionali.
La Direttiva Macchine è la normativa europea che stabilisce i requisiti essenziali in materia di sicurezza e tutela della salute pubblica che le macchine devono rispettare, dalla fase di progettazione fino alla loro immissione sul mercato e al successivo utilizzo.
Tutte le macchine soggette alla Direttiva Macchine e immesse sul mercato dopo l’entrata in vigore della stessa devono:
Riportare la marcatura CE;
Avere il Fascicolo tecnico;
Avere la Dichiarazione di conformità;
Avere il Manuale d’uso e manutenzione.
Altre direttive importanti per la certificazione di macchine e impianti industriali sono le seguenti, relative a macchinari, per esempio, funzionanti ad alta pressione, oppure impianti elettrici o elettronici oppure ancora macchinari e impianti soggetti ad atmosfera esplosiva:
Direttiva ATEX (dal francese atmosphère esplosible)
La direttiva regolamenta la progettazione e la costruzione di macchine e impianti che andranno posizionati in area con atmosfera potenzialmente esplosiva. Per quanto concerne l’utilizzatore di macchine e impianti in atmosfera potenzialmente esplosiva esiste un’altra direttiva specifica: la 99/92/CE.
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Direttiva bassa tensione LVD (low voltage directive)
La LVD non definisce alcuno standard tecnico specifico, facendo piuttosto riferimento alle norme tecniche che devono essere seguite, invece, in maniera scrupolosa. I prodotti conformi alla direttiva bassa tensione devono essere accompagnati dalla marcatura CE.
La direttiva è la risultante della Direttiva del Consiglio 73/23/CEE (sui criteri di sicurezza dei materiali e delle attrezzature) e delle modifiche introdotte dalla Direttiva del Consiglio 93/68/CEE (che introduce l’obbligo di marcatura CE).
I prodotti elettrici ed elettronici soggetti a questa direttiva sono esclusi dal campo di applicazione della Direttiva Macchine 2006/42/CE).
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Direttiva PED (pressure equipment directive)
Disciplina la progettazione, la costruzione, l’equipaggiamento e l’installazione in sicurezza di apparecchi in pressione, quindi tubazioni, valvole idrauliche e recipienti con una pressione superiore a 0.5 bar. L’esclusione o meno dall’applicazione della norma è anche funzione del volume della strumentazione.
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Le direttive sono atti di diritto emanati dall’Unione Europea che prescrivono iter di certificazione e procedimenti di valutazione dei rischi con l’intento di armonizzare le normative degli Stati Membri.
Il fabbricante di una macchina che rientra nel campo di applicazione della Direttiva Macchine deve soddisfare i Requisiti Essenziali di Sicurezza (R.E.S.) prescritti dalla Direttiva. A tal fine, possono essere adottate le prescrizioni e le soluzioni fornite dalle norme tecniche armonizzate alla Direttiva che garantiscono la presunzione di conformità ai requisiti della direttiva.
Il Decreto Legislativo 81/2008, con validità nazionale e in vigore dal 15 maggio 2008, ha introdotto un sistema di gestione della sicurezza e della salute sul lavoro basato su un approccio preventivo. Attraverso questo decreto, si promuove un modello che:
Prevede un’analitica valutazione dei rischi, volta a individuare tutti i pericoli che potrebbero compromettere la sicurezza e la salute dei lavoratori;
Favorisce la riduzione al minimo di tali rischi, implementando misure preventive e fornendo formazione e informazione costante a tutto il personale;
Garantisce il controllo periodico delle misure adottate, con una scrupolosa conservazione della documentazione che attesti la gestione della prevenzione;
Incentiva l’elaborazione di una strategia aziendale orientata al miglioramento continuo del sistema di gestione della sicurezza.
Questo decreto ha rappresentato una svolta importante nella normativa italiana, abrogando precedenti disposizioni come il DPR 547/1955, il D.Lgs. 626/1994 e il D.Lgs. 494/1996, per garantire un quadro unico e coerente in materia di sicurezza sul lavoro.
Sicurezza del macchinario – Posizionamento dei mezzi di protezione in funzione delle velocità di avvicinamento di parti del corpo umano
La norma stabilisce il posizionamento dei mezzi di protezione immateriali specificando i parametri basti sui valori delle velocità di avvicinamento delle parti del corpo umano e fornendo un metodo per determinare le distanze minime tra una zona pericolosa e la zona di rilevamento o il dispositivo di azionamento dei mezzi di protezione.
Sicurezza del macchinario – Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori
Sicurezza del macchinario – Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili
L’obiettivo principale dei ripari fissi o mobili descritti nella norma è la protezione fisica delle persone dai pericoli di natura meccanica. La norma 14120:2015 non si applica alla progettazione dei ripari dotati di interblocco, trattati invece dalla UNI EN ISO 14119:2013. A differenza della norma precedente la nuova 14120 incide nel campo della sicurezza introducendo una serie di nuovi criteri di progettazione e di scelta dei materiali per la costruzione dei ripari di sicurezza, in funzione anche dello svolgimento di test di resistenza.
Sicurezza del macchinario – Equipaggiamento elettrico delle macchine
La norma dà le prescrizioni e le raccomandazioni relative all’equipaggiamento elettrico delle macchine, in modo da raggiungere la sicurezza delle persone e dei beni; la congruenza delle risposte ai comandi; la facilità della manutenzione. La norma si applica a equipaggiamenti elettrici o parti di essi alimentati con tensioni nominali non superiori a 1000V CA) o non più di 1500 V (CC) e con frequenze nominali non superiori a 200Hz.
Sicurezza del macchinario – Sicurezza funzionale dei sistemi di comando e controllo elettrici, elettronici o elettronici programmabili correlati alla sicurezza
La norma specifica prescrizioni e propone raccomandazioni per la progettazione, l’integrazione e la validazione di sistemi di controllo (SRECS). La norma si applica ai sistemi di controllo utilizzati individualmente o in associazione per eseguire funzioni di controllo relative alla sicurezza su macchinari non mobili e non portatili mentre sono in funzione.
Le norme tecniche sono disponibili sul sito dell’ente italiano di normazione UNI
Le norme armonizzate in materia di Sicurezza Macchine si dividono in tre gruppi: